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Storia di come il Natale mi ha donato una passione


Quando ero ancora una piccola nanerottola mora che scorrazzava per le aule della scuola elementare Benedetta Passerini di Sommo, avevo un bruttissimo vizio. A scuola avevamo una piccola biblioteca dove passavo gran parte del tempo con i miei amici durante la pausa della merenda, ma in realtà a nessuno di noi interessava realmente leggere, quello che più ci piaceva era il fatto che le maestre non potevano controllarci in quell’angolino sperduto, e poi gli altri bambini non si azzardavano ad entrare, semplicemente perché, beh, a nessuno piaceva leggere. Tanto meno a me.

E’ vero, non sono mai stata una grande lettrice, in verità io adoravo i fumetti giapponesi, i manga, perché avevano tantissime figure e ad un solo sguardo potevi comprendere cosa stava succedendo in quel momento. Li adoravo talmente tanto che mi ero ripromessa un giorno di diventare una grande fumettista, ma attenzione, una di quelle veramente in gamba e forse un giorno avrei coronato il mio sogno di andare in Giappone. Sogno che poi è sfumato miseramente in quinta superiore quando ho cominciato a comprendere che per me non sarebbe mai stata la strada giusta da seguire.  Sì, perchè la cosa che più mi piaceva di un fumetto in realtà era la storia stessa, non tanto il disegnarla o trovare il giusto stile. Infatti ciò che non avevo mai compreso è quanto le parole potessero essere più forti di un qualsiasi altro disegno. Quanto potessero dare tanto con poco, e permettetemi di dirlo: questa è una cazzutissima meravigliosa qualità!
Penso che avevo cominciato a sospettarlo già dalle elementari, in fondo, quando per Natale mi regalarono il mio primo Harry Potter e la pietra filosofale, l’edizione con la copertina flessibile. Me lo fece trovare sotto l’albero nonna Bianca, che poi non era veramente mia nonna, era la nonna delle mie due migliori amiche F. e V, Bé, fatemelo dire, ad una che non legge neanche la lista delle merendine che mamma vuole prendere facendo la spesa, tu le regali un libro? Ebbene sì, lo fece e così anche l’anno dopo con Harry Potter e la Camera dei segreti, e il Natale ancora dopo con Il Prigioniero di Azkaban. In breve, ogni Natale anche persone diverse che conoscevo mi regalarono sempre un capitolo nuovo della saga, ovviamente mai in ordine perché mi regalarono prima il volume quinto del quarto, ma questa e un’altra storia. Quando alla fine capii che se mi stavano regalando tutti quei libri un perchè doveva pur esserci. Iniziai allora a leggere il quinto libro L’ordine della Fenice, tra l’altro un malloppo di pagine che pensavo che non sarei mai riuscita a finire, e di fatti fu così. Lo iniziai perchè in quell’anno stava per uscire proprio l’ononimo capitolo di Harry Potter al cinema e io volevo a tutti i costi sapere cosa sarebbe successo stavolta ad Harry, che tra l’altro cominciavo ad amare sempre più. Ne ero talmente innamorata che per il Natale di qualche anno dopo, già un po’ più cresciutella e con la maturità che si avvicinava, chiesi… ma che dico, PREGAI i miei genitori di regalarmi anche l’ultimo libro della saga, Harry Potter e i doni della morte. Non chiedetemelo: ovviamente letto in circa una settimana (un record personale, allora).
 

Il punto è che se non mi avessero regalato quel primo Harry Potter a Natale, e se non avessero insistito, io oggi non avrei mai cercato altri libri che potessero piacermi. A quest’ora sul treno per andare avanti e indietro da Milano, non avrei letto dei libri ma solamente i messaggi su what’s app dei miei sgangherati amici. 

Da quando ho iniziato a chiedere il mio primo libro, a Natale spero sempre di ritrovare i libri della mia wishlist che sbadatamente lascio puntualmente in giro per casa. Il Natale è speciale. Primo perchè ti permette di avere tutti i libri che vuoi senza sborsare un centesimo dal tuo bel portafoglio scamosciato. E secondo perchè puoi leggere quanto vuoi fino alla nausea. A meno che tu non sia come me all’ultimo anno di università e con la tesi che ti scava nella mente ogni mezz’ora per trovare un piccolo posticino nella tua testa. Ma ad ogni modo, lasciamo perdere.
Fortunatamente a Natale mi sono sempre stati regalati dei bei libri che io stessa desideravo, come la saga di Maze Runner di James Dashner, che ovviamente acquistarli uno ad uno viene a costare l’occhio della testa o un rene, gentilmente mio fratello lo scorso Natale aveva avuto la strabiliante idea di pormi la domanda: “Quali libri vuoi per Natale”. Osservate bene come ha detto “Libri” e non “Regalo”. Già presumeva che io li avrei detto titoli di libri, e spiace deludervi, ma così fu e James Dashner entrò a far parte della mia libreria. Ad essere sincera l’anno scorso ho chiesto solamente libri a chi mi chiedeva cosa volessi. I miei per esempio fecero di tutto per nascondermi tre dei libri di John Green che volevo assolutamente da leggere, ma un giorno aprii il loro armadio per prendere una cosa e sventuratamente mi rovinai la sorpresa. C’erano Colpa delle Stelle, Città di Carta e Teorema Catherine. Speravo in Cercando Alaska perché ne avevo sentito parlare molto bene, ma non mi importava dopotutto. L’unico che si era rifiutato categoricamente di regalarmi libri è il mio ragazzo, e potete immaginare perché dopotutto, vi basterebbe entrare in camera mia, non per niente per il compleanno mi sono comperata una libreria nuova. Scoppiai a ridere quando sua mamma, invece, mi donò un buono regalo della Giunti con il quale avrei poi acquistato un nuovo capitolo di Shadowhunters – città di vetro, saga che sto tutt’ora seguendo, e la nuova super versione rilegata e coccodrillata della Mondadori delle Cronache di Narnia. Non si smette mai di essere bambini, in fondo.
 
Vi dirò, in realtà mi spiace dire sempre la stessa cosa a Natale e cioè: LIBRIIII; semplicemente perché magari le persone si aspettano da me richieste più creative e non vorrei deluderle. Non per niente questo Natale i miei genitori hanno deciso di regalarmi una nuova tavoletta grafica, la mia vecchia Trust è ormai andata in pensione da diversi anni. Ma mio fratello, anche se precedentemente aveva annunciato che lui e la sua ragazza non avrebbero fatto regali a Natale per questione di tempo e soldi, ha deciso comunque di regalarmi un libro. E’ uscita la nuova versione cartonata e lucente di Hunger Games con tutti e tre i volumi, e visto che non mi sono mai presa la briga di collezionarli, seppur grande fan della saga, e contando che li avevo già letti in biblioteca, l’ho indotto su questa meravigliosa, titanica e lucente edizione della Mondadori. Magnifica Mondadori, come farei senza?
In realtà devo essere assolutamente schietta, come se non lo fossi stata in questo papiro di roba (mi piacerebbe proprio sapere chi è arrivato fino a questo punto a leggere, in quel caso qualcuno alzi la mano, vi prego!); dicevo, devo essere schietta: ultimamente la Newton Compton mi ha mandato “L’amore non è mai una cosa semplice” di Anna Premoli e mi sono maledettamente innamorata della sua scrittura e adesso bramo anche i suoi libri precedenti. Ho trovato sul sito della casa editrice una bella edizione che racchiude tre opere di Anna Premoli ad un prezzo stracciatissimo, personalmente sarei attirata ma penso anche che questa versione svaluti un po’ quella che è stata la fatica e il frutto di ciò che la splendida Anna ha prodotto. Quindi l’idea è ovviamente quella di prendere volume per volume con tutta calma, ma oramai il mio bonus libresco bonariamente concesso da fratello Simone è stato utilizzato per questo Natale, e dovrò aspettare ancora un po’. Bé, neanche così tanto a dir il vero: dopotutto dopo Natale viene anche la Befana!


Spero che questo racconto della mia spasimante vita da lettrice vi abbia strappato un sorriso, e ovviamente se anche voi avete avuto come me un libro regalato a Natale che vi ha inizializzato alla lettura, fatemelo sapere nei commenti qui sotto. O solamente se avete in mente di regalare libri, o ne avete chiesti per quest’anno. A Natale mancano solo due giorni, quindi vi rinnovo i miei più belli auguri di Buon Natale e felice anno nuovo. 

Questo post è stato creato in collaborazione con altre bookblogger, quindi se volete conoscere anche la loro bellissima lista dei libri che hanno ricevuto o regalato a Natale correte sui blog Pagine Oscure e Libri e Dolcetti.


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About

Nata a Pavia, classe 1992, laureata in Product Design all’Accademia di belle arti di Brera, vorace lettrice, creativa, blogger a tempo perso, youtuber senza speranze.

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Showing 3 comments
  • daydream
    Rispondi

    Un bellissimo resoconto, Roby! Io ancora ricordo di quando mio fratello e mia cognata mi regalarono in blocco i primi quattro della serie di Harry *__* ero la bambina più felice del mondo!

  • Dolci&Parole
    Rispondi

    Ahahah, ci credo. Io in realtà come ho già scritto nel mio racconto qui sopra, non ho mai apprezzato a pieno i libri della saga. E pensare che se avessi iniziato a leggere da piccola adesso avrei una marea di libri da consigliare nel mio blog! Accippicchia!!

  • Rita
    Rispondi

    Era da un pò che non passavo… dciciamo che sono un pò assente ultimamente… bello tutto (alzo la mano…).. sai… la premoli non mi convince… ho letto che nel primo e secondo ci sono frasi fatte… luoghi comuni (un'infinità)… errori… uno su tutti Austin invece che Austen.. e no non lo posso accettare!ti prego lasciati odiare lo dico io a lei… e come inciampare nel principe azzurro… magari prima studiando un pò di grammatica, astronomia (la luna è un pianeta secondo lei) etc etc… quindi no… non spenderò i soldi per i suoi libri!!! Scusa… buon anno!!!

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