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Recensione: “Questo canto selvaggio” di Victoria Schwab. Tenebroso e avvincente!

Terminare libri così belli da una sensazione unica ed appagabile. Sai di aver appena utilizzato il tuo tempo in modo perfetto (sia chiaro, leggere un libro è sempre una buona cosa; ma non quando si fanno letture “bruttine” [BRUTTINE?!] ) e non puoi che provare soddisfazione. Questo canto selvaggio di Victoria Schwab ve lo avevo già anticipato nel post dei preferiti (Lovely Things – Quando il Diavolo ha il volto di Primark e tante altre belle cose), ricordate? Bene, non ho mai letto così tante pagine in una volta sola!

 


QUESTO CANTO SELVAGGIO

Victoria Schwab

Genere: Young Adult, Fantasy, Horror | Editore: Giunti | Prezzo: 18,00 €, eBook 9,99 € | Pagine: 400
Data di pubblicazione: 14 giugno 2017

A Verity City, spietata metropoli che per anni è stata teatro di attentati e crimini efferati, la violenza ha iniziato a generare mostri, creature d’ombra che appartengono a tre stirpi: i Corsai e i Malchai, avidi di carne e sangue umani, e i Sunai, più potenti, che come implacabili angeli vendicatori con il loro canto seducono e divorano l’anima di chi si sia macchiato di gravi crimini. Kate e August si trovano costretti a una precaria alleanza, ma sono eredi dei due acerrimi nemici che si spartiscono la città. Quanto potranno sopravvivere in una città popolata da mostri e in cui nessuno è al sicuro?

 

MONSTERS OF VERITY SAGA

1. Questo canto selvaggio
2. Our Dark Duet (Prossimamente) in USA a giugno 2017

“Questo canto selvaggio” è il primo capitolo di una duologia che Giunti porta in Italia cavalcando l’enorme successo di questa autrice americana. Il mondo che descrive Victoria Schwab è spaventoso. La violenza ha portato solamente altra violenza e la gente vive col terrore del buio e delle ombre, in una città divisa, popolata da creature pericolose e affamate di vite umane. Kate e August non potrebbero essere più diversi. E allo stesso tempo si assomigliano più di quanto loro non credano. Entrambi così coraggiosi e determinati a dimostrare qualcosa ai rispettivi padri, due uomini potenti; entrambi legati alla loro famiglia e ad un’etica, afflitti internamente dai dubbi, dalle difficoltà alle quali si rifiutano di arrendersi e alla paura di perdere loro stessi. Il loro incontro accende qualcosa, forse un barlume di speranza, una piccola amicizia, o forse qualcosa di più.

 


 

Le piaceva l’idea che ci fossero cento Kate diverse,
che vivevano cento vite diverse.
Forse, in una di quelle vite, non c’erano mostri.
Forse la sua famiglia era ancora unita.
Forse lei e la madre non erano mai fuggite da casa.
Forse non erano mai tornate indietro.
Forse, forse, forse.

                                             
Terribilmente adrenalinico, avvincente e emozionante. Una trama distinta da un’ottima prosa significativa e incalzante, da una buona parte di poeticità, musica e suspense. Costruita magnificamente attraverso colpi di scena ed intrecci narrativi, la storia porta il lettore a vivere una vera e propria avventura dai toni tenebrosi dal quale è pressoché impossibile separarsene. Le vicende entrano dentro la pelle, piantano radici e l’atmosfera si trasforma lasciando il fiato sospeso. I mostri sembrano quasi far parte della nostra realtà, in una metafora sottile ma percepibile, di quanto il mondo possa essere compromesso dall’avidità dell’uomo e dalla sua crudeltà, generando entità che ben si allontanano dall’essere umani. L’umanità è la chiave. La bontà d’animo, il coraggio e la solidarietà, anche quando i mostri siamo noi, e non vorremmo poi esserlo. August lo sa e sebbene non possa cambiare la sua natura il suo cuore è puro, e il suo violino è l’unico modo che ha per esprimere se stesso. Ma la sua musica non può essere liberata senza che non faccia del male alle persone, privandoli della loro essenza, della loro anima. Dopotutto lui è un Sunai, uno dei mostri più potenti di Verity City, ma è anche prima di tutto un ragazzo distrutto. Un po’ come Kate che da ormai troppo tempo vive all’ombra di un padre che non c’è, e l’unico modo per avere la sua approvazione è diventare come lui: spietato. Ma Kate non è così, dopotutto, e August lo sa. Sa che in lei vi è di più delle sue bravate che l’hanno spinta verso l’emarginazione e continuamente trasferita da istituto ad istituto. Indubbiamente i personaggi sono il vero nucleo portante di “Questo canto selvaggio”, ben caratterizzati e originali in un panorama young adult che sforna ormai personalità tutte uguali.

 

VOTO: 4,5 stelle /su 5

 

 


L’AUTRICE

Victoria Elizabeth Schwab, autrice già di grande successo all’estero, è celebre grazie all’originalità dei suoi mondi fantasy. Tra le sue opere più famose la saga The Archived, di cui Fox ha opzionato i diritti televisivi, il romanzo Vicious, i cui diritti cinematografici sono andati alla casa di produzione Scott Free, di Ridley Scott, e la saga Darker Shade of Magic. I diritti cinematografici per Quel canto selvaggio, che ha esordito al primo posto della classifica YA del New York Times, sono stati acquisiti da Sony e il vivace passaparola internazionale ha già risvegliato la curiosità dei lettori italiani.

www.veschwab.com

 

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Nata a Pavia, classe 1992, laureata in Product Design all’Accademia di belle arti di Brera, vorace lettrice, creativa, blogger a tempo perso, youtuber senza speranze.

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Showing 3 comments
  • Deb LeggendoRomance
    Rispondi

    Che bella recensione! Anche a me è piaciuto tantissimo questo romanzo, attendo con molta curiosità il seguito 🙂

    • Roberta Dellabora
      Rispondi

      Anche io lo attendo con entusiasta trepidazione!
      Speriamo la Giunti decida di pubblicarlo nel minor tempo possibile.
      Un bacio

  • Salvatore Illiano
    Rispondi

    Moolto interessante *-* Uno di quei libro che devo assolutamente recuperare.

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