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Recensione: “Kitchen” e “Moonlight shadow” di Banana Yoshimoto.

Titolo: Kitchen 
Autore: Banana Yoshimoto
Editore: Feltrinelli
Collana: Universale Economica Feltrinelli
Data di pubblicazione: 1 marzo 1993
Genere: Romanzo/ Drammatico
Prezzo di copertina: Lire 11.000/ € 10,97 (Copertina flessibile). 
€ 4,99 (E-book). 
Pagine: 150 
ISBN: 8807812436 (ISBN13: 9788807812439) 
Voto: ✪✪✪✪

Trama 
“Non c’è posto al mondo che non ami di più della cucina…” Così comincia il romanzo di Banana Yoshimoto, Kitchen. È un romanzo sulla solitudine giovanile. Le cucine, nuovissime e luccicanti o vecchie e vissute, che riempiono i sogni della protagonista Mikage, rimasta sola al mondo dopo la morte della nonna, rappresentano il calore di una famiglia sempre desiderata. Ma la grande trovata di Banana è che la famiglia si possa, non solo scegliere, ma inventare. Così il padre del giovane amico della protagonista Yūichi può diventare o rivelarsi madre e Mikage può eleggerli come propria famiglia, in un crescendo tragicomico di ambiguità. Con questo romanzo, e il breve racconto che lo chiude, Banana Yoshimoto si è imposta all’attenzione del pubblico italiano mostrando un’immagine del Giappone completamente sconosciuta agli occidentali, con un linguaggio assai fresco e originale che vuole essere una rielaborazione letteraria dello stile dei manga.



“… Chi nella vita non conosce ameno una volta la
 disperazione e non capisce quali cose
valgano veramente, diventa adulto senza aver
mai capito che cosa sia veramente la gioia” 
Eriko.
 
Kitchen di Banana Yoshimoto


 
Red Banana Flower

Kitchen è esattamente come una ventata d’aria fresca e profumata. Conoscevo la scrittrice Banana Yoshimoto per via del suo buffo nome, che in seguito scoprii essere invece molto studiato e poetico. Essa infatti riprende quell’atmosfera soave della pianta del banano in Giappone nel periodo della fioritura, quando i fiori di questo frutto sbocciano regalando delle tonalità meravigliose di rosso, i fiori del Bijinsho anche detto Red banana flower.  Meraviglioso!

   Tanto poetico quanto le storie scritte da questa fantastica autrice. In Kitchen veniamo dolcemente invitati ad assistere alle vicissitudini della protagonista Mikage (che si legge Mikaghe), la quale non se la passa totalmente bene per via dell’improvvisa morte della nonna, alla quale lei teneva quanto una madre.
Ma il destino le riserba un incontro davvero roseo, seppur qualche alto e basso, e presto le viene data una seconda possibilità per ritornare a vivere grazie ad Eriko e il figlio Yuichi che l’accolgono nella loro stramba famigliola. Ho adorato Mikage, la protagonista. Adoro l’atmosfera tenera e delicata che si respira mentre si legge. Ho amato il senso d’unione dato dalla scelta di voler stare insieme, che non è una costrizione. I due personaggi non se lo dicono, ma si vogliono bene. 
 
Il romanzo è suddiviso in tre parti: Kitchen, Plenilunio (o Kitchen 2) e Moonlight Shadow. Quest’ultima parte si stacca da tutta la narrazione, iniziando con una nuova storia e dei nuovi personaggi.
Leggendo si percepisce una forte influenza del genere dei graphic novel e i manga nipponici. La miglior particolarità di questo piccolo romanzo è sicuramente la capacità artistica della scrittrice nel riuscire ad empatizzare gli stati d’animo della protagonista attraverso le rievocazioni naturalistiche. Un esempio preso dal testo, verso la fine della terza parte “Plenilunio”(o Kitchen 2):


“C’è una chiamata per lei. Resti in linea, prego”.
Fuori dalla finestra si vedeva il giardino dell’albergo, il prato scuro. E in fondo il cancello bianco. Oltre quello, c’era la spiaggia fredda dove ero stata fino a poco fa, e il mare nero e agitato. Il rumore delle onde arrivava fin lì.



E’ proprio da questa capacità che l’autrice conquista il cuore del lettore.
Ma soprattutto con la spensieratezza che è tipica dei suoi scritti e ci dona quasi un sanso di benessere e tranquillità, parola dopo parola. Davvero incredibile.
Non credo che valga 5 stelle poiché non si tratta di un capolavoro, ma se siete alla ricerca di un libro che riesca a farvi perdere per un po’ il senso del tempo, Kitchen fa al caso vostro!

Yuichi e Mikage nel film di Kitchen
 
PS: Kitchen è il libro d’esordio di Banana Yoshimoto, che le ha portato ad avere molto successo nel mondo e in seguito alla stesura di molti altri libri, anche dei riconoscimenti e dei premi. E’ stato anche prodotto un film.
Io sono stata fortunata, un giorno nei pressi di Novi Ligure, a trovarlo tra tanti libri ad un mercatino dell’usato. Pagato solamente 1 Euro!
 
VOTO: 4 stelle /su 5
 
 
_____________________________________________________________________________
 

Banana Yoshimoto è una grande autrice della letteratura contemporanea giapponeseÈ figlia di un importante regista del cinema giapponese, Yoshimoto Takaaki. La critica ha voluto vedere nella scelta del suo pseudonimo un’ intenzione provocatoria nei confronti dell’immagine di impegno del padre, ma lei ha smentito dichiarando di averlo scelto in quanto attratta dalla bellezza del bijinshoo, detto anche red banana flower. La sua scrittura è fresca e nuova. La sua prima opera letteraria è “Moonlight shadow”: la sua tesi di laurea. Gli stessi temi li ripropone nel suo primo libro effettivo “Kitchen”. Lo stile della Yoshimoto è molto particolare, è una combinazione di ingenuità, sicurezza e disinvoltura con cui riesce a manipolare i generi senza cadere nel melodramma con i colpi di scena. 
 
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About

Nata a Pavia, classe 1992, laureata in Product Design all’Accademia di belle arti di Brera, vorace lettrice, creativa, blogger a tempo perso, youtuber senza speranze.

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Showing 3 comments
  • Ilenia T.D. Lemon
    Rispondi

    Io non ho mai letto nulla di Yoshimoto e mi accorgo sia una bella mancanza!

  • Ilenia T.D. Lemon
    Rispondi

    Io non ho mai letto nulla di Yoshimoto e mi accorgo sia una bella mancanza!

  • Roberta Dellabora
    Rispondi

    I suoi libri sono piuttosto corti di pagine, ma intensi e suggestivi. E poi si leggono anche in un giorno o due. Un'autrice fantastica. Poesia.

  • Roberta Dellabora
    Rispondi

    I suoi libri sono piuttosto corti di pagine, ma intensi e suggestivi. E poi si leggono anche in un giorno o due. Un'autrice fantastica. Poesia.

  • Sara al mare
    Rispondi

    Di suo ho Arcobaleno, vorrei leggerlo al più presto *-*

  • Sara al mare
    Rispondi

    Di suo ho Arcobaleno, vorrei leggerlo al più presto *-*

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